La Camera di Commercio Chieti Pescara diffonde i dati Excelsior relativi alle previsioni occupazionali del mese di ottobre 2026 e del trimestre ottobre-dicembre 2026, elaborati da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Il bollettino regionale, che integra anche i dati delle singole province, offre una lettura comparabile del mercato del lavoro, con approfondimenti sull’andamento della domanda, sui settori e sulle professioni in crescita, sulle difficoltà di reperimento e sulle caratteristiche delle entrate programmate.
In Abruzzo le imprese prevedono 10.490 entrate nel mese di ottobre e 27.230 nel trimestre ottobre-dicembre 2026. Rispetto a ottobre 2025, la domanda di lavoro registra un aumento del 2,4%, corrispondente a circa 240 entrate in più.
Chieti si conferma la prima provincia abruzzese per numero di ingressi programmati, con 3.070 entrate a ottobre e 7.490 nel trimestre ottobre-dicembre. Seguono, per le previsioni del mese, Teramo, con 2.650 entrate e 6.610 nel trimestre, Pescara, con 2.640 e 6.500, e L’Aquila, con 2.130 e 6.630.
Le dinamiche rispetto a ottobre 2025 risultano differenziate:
La quota di imprese che prevede di effettuare assunzioni raggiunge il 17,4% all’Aquila, il 17% a Pescara, il 15,9% a Chieti e il 15,7% a Teramo, a fronte di una media regionale del 16,4%.
In provincia di Chieti il 63,6% delle entrate si concentra nei servizi, il 33,3% nell’industria, comprese le costruzioni, e il 3,1% nel settore primario.
L’industria manifatturiera e le public utilities rappresentano il 22,8% delle entrate programmate, mentre i servizi alle imprese raggiungono il 20%. Seguono i servizi di alloggio, ristorazione e turismo, con il 18,2%, il commercio, con il 14,2%, e i servizi alle persone, con l’11,3%.
La componente produttiva e operativa rimane particolarmente significativa: il 37,3% delle entrate riguarda operai specializzati e conduttori di impianti e macchine, mentre il 16% interessa professioni non qualificate.
Tra i settori in crescita emergono i servizi di alloggio, ristorazione e turismo e i servizi alle persone. Il gruppo professionale più richiesto è quello delle professioni qualificate nelle attività ricettive e della ristorazione, con 460 entrate. Tra i profili in maggiore crescita figurano le professioni tecniche in campo scientifico, ingegneristico e della produzione, le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali e gli operai specializzati nell’agricoltura, nelle foreste, nella zootecnia, nella pesca e nella caccia.
Il 29,6% delle opportunità interessa giovani con meno di 30 anni, l’8,8% richiede una laurea o un diploma ITS Academy e nel 63,3% dei casi è richiesta un’esperienza professionale specifica o maturata nello stesso settore.
La provincia di Pescara conferma la propria specializzazione nel terziario, nel quale si concentra il 72,1% delle entrate programmate. I servizi di alloggio, ristorazione e turismo rappresentano il 23,5% della domanda, i servizi alle imprese il 21,6%, il commercio il 15,8% e i servizi alle persone l’11,3%.
Il 43,4% delle entrate riguarda impiegati e professioni commerciali e dei servizi. Il 13% è destinato a dirigenti, professioni specialistiche e tecniche, una quota superiore alla media regionale dell’11%.
Il gruppo professionale più richiesto è quello delle professioni qualificate nelle attività ricettive e della ristorazione, con 570 entrate. Tra i profili in crescita emergono ingegneri e architetti, le professioni della ricettività e della ristorazione e gli operai specializzati nelle lavorazioni alimentari, del legno, del tessile, dell’abbigliamento, delle pelli e del cuoio e dello spettacolo.
I settori segnalati in crescita sono i servizi di alloggio, ristorazione e turismo, il commercio e i servizi alle persone.
Il 29% delle entrate interessa giovani under 30. L’11,7% richiede una laurea o un diploma ITS Academy, la quota più elevata tra le province abruzzesi, mentre nel 67,4% dei casi le imprese richiedono un’esperienza professionale specifica o acquisita nello stesso settore.
Resta elevato il disallineamento tra i profili ricercati dalle imprese e quelli disponibili sul mercato del lavoro. In Abruzzo il 48,7% delle entrate programmate risulta di difficile reperimento: quasi un’assunzione su due.
La difficoltà è attribuita prevalentemente alla mancanza di candidati, indicata per il 28,9% delle entrate, e alla preparazione inadeguata, che interessa il 16,4%.
A livello provinciale, la difficoltà di reperimento raggiunge:
A Chieti le maggiori criticità riguardano le professioni tecniche in campo scientifico, ingegneristico e della produzione, con il 76,1% delle entrate di difficile reperimento, gli operai specializzati dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici, con il 75,4%, e i tecnici delle scienze della salute e della vita, con il 70%. Seguono gli operai metalmeccanici specializzati e gli installatori e manutentori di attrezzature elettriche ed elettroniche, con il 69,1%, e i conduttori di veicoli e macchinari mobili e di sollevamento, con il 63,6%.
A Pescara le difficoltà interessano soprattutto gli operai metalmeccanici specializzati e gli installatori e manutentori di attrezzature elettriche ed elettroniche, con il 67,1%, gli operai specializzati dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici, con il 63,1%, e i tecnici in campo scientifico, ingegneristico e produttivo, con il 60,7%. Anche le professioni qualificate nelle attività ricettive e della ristorazione presentano criticità rilevanti, con il 60,1% delle entrate di difficile reperimento.
Le cause del mismatch assumono caratteristiche diverse nelle due province: a Chieti prevale la mancanza di candidati, che interessa il 30,9% delle entrate, rispetto al 13% attribuito alla preparazione inadeguata. A Pescara, invece, la preparazione inadeguata incide per il 23,6%, superando la mancanza di candidati, indicata per il 22,1%.
Le serie storiche consentono di leggere l’evoluzione delle previsioni occupazionali e delle difficoltà di reperimento confrontando lo stesso mese nei diversi anni.
In Abruzzo le entrate programmate nel mese di ottobre sono passate da 10.700 nel 2024 a 10.250 nel 2025, per risalire a 10.490 nel 2026. Dopo la diminuzione del 4,2% registrata tra il 2024 e il 2025, la domanda torna quindi a crescere, pur rimanendo al di sotto del livello di due anni fa.
La provincia di Chieti è passata da 3.310 entrate nell’ottobre 2024 a 3.100 nel 2025, per attestarsi a 3.070 nel 2026. La flessione dell’ultimo anno si inserisce quindi in un andamento di progressiva riduzione rispetto al 2024.
A Pescara le entrate sono aumentate da 2.540 nell’ottobre 2024 a 2.580 nel 2025, fino a raggiungere 2.640 nel 2026, confermando una crescita della domanda nel confronto tra i tre anni.
Anche la difficoltà di reperimento mostra un andamento significativo. In Abruzzo è passata dal 52,6% dell’ottobre 2024 al 51,1% del 2025, per scendere al 48,7% nel 2026.
A Chieti il mismatch si è ridotto dal 52,5% del 2024 al 52% del 2025, fino al 46,9% del 2026. A Pescara è passato dal 46,2% al 50%, per attestarsi nel 2026 al 47,6%.
La difficoltà di reperimento risulta dunque in diminuzione rispetto a ottobre 2025, sia a livello regionale sia nelle province di Chieti e Pescara. Rispetto a settembre 2026 si registra, tuttavia, un aumento: dal 45,7% al 48,7% in Abruzzo, dal 45,8% al 46,9% a Chieti e dal 43,2% al 47,6% a Pescara. Il quadro conferma la necessità di rafforzare il collegamento tra formazione, competenze disponibili e fabbisogni professionali delle imprese.
Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema di monitoraggio per l’occupazione e la formazione Excelsior, 2026. Valori assoluti arrotondati alle decine; le variazioni percentuali sono quelle riportate nel bollettino.